Avere un giardino fiorito e ben curato o un’orto rigoglioso rende un’abitazione più bella e confortevole ma richiede molta acqua per l’irrigazione soprattutto durante i mesi estivi.
Questo a sua volta si traduce in costi molto alti, sia economici per gli elevati consumi d’acqua, sia ambientali, perché durante i mesi caldi l’acqua è una risorsa assai preziosa.
Si possono aggirare questi ostacoli con il recupero acqua piovana, attuabile semplicemente collegando le grondaie a una cisterna interrata a cui fa capo un impianto di irrigazione.
Il funzionamento di questi sistemi è generalmente molto semplice: l’acqua piovana che cade sulla copertura o altre superfici scoperte come piazzali e cortili viene raccolta da un sistema di grondaie, tombini e tagliole e convogliata in un’apposita tubazione che, previo passaggio attraverso un sistema di filtraggio per l’eliminazione di foglie e altri detriti, confluisce in un serbatoio di raccolta acqua. All’interno di questo è collocata una pompa elettrica o un altro sistema di sollevamento che mantiene costante la pressione dell’impianto e si attiva in caso di prelievo d’acqua.
Il sistema è formato da una o più cisterne per acqua monoblocco di cemento armato a perfetta tenuta idraulica , prefabbricate, divise in due vani comunicanti, in cui avviene il trattamento suddiviso in varie fasi:
• accumulo delle acque di prima pioggia;
• loro separazione dalle acque di seconda pioggia, convogliate per il riutilizzo;
• sollevamento;
• disoleazione;
• filtrazione e coalescenza;
• scarico delle acque depurate ad esempio nella fognatura pubblica.
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